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LA DIAGNOSI

La diagnosi della malattia va effettuata da medici e centri specializzati. Solitamente non sono necessari esami per l'aspetto tipico delle lesioni;
nei casi atipici o dubbi si puo' ricorrere alla biopsia cutanea (prelievo di pelle) e all'esame istologico.

Il medico curante o lo specialista dermatologo, in base alla caratteristiche della malattia (tipo, localizzazione e gravita') e del paziente (eta', sesso, condizioni fisiche generali) suggeriranno il trattamento piu appropriato per una rapida remissione delle manifestazioni cutanee e per evitare spiacevoli effetti collaterali che una cura " fai da te' " potrebbe causare.

Lo stesso trattamento dovra' essere effettuato sotto la sorveglianza medica che ne verifichera' i benefici, la remissione e quindi determinera' la sospensione delle cure in corso.

Il beneficio delle cure si otterra' maggiormente se il malato si atterra' scrupolosamente alla terapia prescritta dallo specialista.

Se nel corso della terapia compaiono dei disturbi mai verificati precedentemente, e' necessario consultare il proprio medico curante, che verifichera' la natura dei disturbi, l'eventuale loro collegamento alla malattia, e se il caso variera' la terapia per determinarne la scomparsa.

 


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PENSIERI

Un vero amico e' chi sa tutto di te e continua ad esserti amico. (Kurt Cobain)

Anche sul trono piu' elevato del mondo si e' pur sempre seduti sul proprio sedere. (Montaigne)

Le cose migliori e piu belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore. (Helen Keller)

Nell'uomo non bisogna guardare la bellezza o l'avvenenza: la sua bellezza e' la nobilta' d'animo, e la sua avvenenza e' il sapere. (Ruiz De Alarcon)

La bellezza non e' nel viso. La bellezza e' la luce nel cuore. (Kahlil Gibran)

L'unico bene, la condizione fondamentale per una vita felice, e' la fiducia in se stessi... ne' puo' renderti felice la bellezza o la forza del corpo: nessuno di quei beni resiste al passare del tempo. (Seneca)

La bellezza non sta nella cosa guardata, ma nello sguardo. (Anonimo)

 

UN NUOVO FIORE

In un tempo lontano, in una bella distesa di grano, nacque un nuovo fiore. Era diverso da tutti gli altri, e le spighe, con il loro dolce ondeggiare cullate dal vento lo guardavano con diffidenza "un estraneo tra noi" dicevano "che sciagura, rovinera' lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare!" A volte lo prendevano in giro, la spiga Gina diceva: "Ma guardati sei proprio strano, sei troppo giallo, sarai malato?". E il fiore dal lungo stelo, si sentiva sempre piu' solo, sempre piu' triste, e mentre cresceva la sua testa si chinava in basso, per la vergogna di essere diverso. Le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora a elogiare le loro qualita' una volta raccolte, facendo sentire il nostro fiore ancora piu' inutile. Dicevano in coro: "con i nostri frutti si fa la farina, con la farina si fanno i biscotti, le torte e pure la pastasciutta di cui ogni creatura ne va ghiotta! e le spighe gemelline gli dicevano: "E tu, dicci un po', a cosa servi? Secondo noi proprio a niente!" E lo strano fiore si chinava sempre piu' a guardare la terra! Ma un giorno passo' di li' una donna con il suo bambino, e le spighe eccitate dai complimenti che sapevano avrebbero ricevuto, si sussurrarono l'un l'altra a bassa voce: "coprite il buffo fiore, di modo che non lo possano vedere!". Ma il bambino curioso noto' lo strano fiore tra le spighe di grano, fece avvicinare la sua mamma, e le chiese: "Mamma cos'e' questa pianta, a che serve, perche' e' cosi' china?". La donna riusci' a vedere attraverso la sua solitudine e si commosse, verso' una lacrima che fini' proprio al centro del cuore del giovane fiore, che senti' per la prima volta un'emozione d'amore. "E' un girasole, il piu' bel fiore", disse la mamma, "nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole. E poi, piccolo mio, immagina che questa distesa di grano sia un bel piatto di pastasciutta condita da un filo d'olio, il frutto del suo girasole". Da allora il girasole alzo' il capo per guardare il sole da mattina fino a sera, ma senza rancore per le sorelle spighe, che chiesero perdono per il male causato ma soprattutto capirono che un fiore non e' peggiore solo perche' diverso, che ogni creatura porta dentro di se' la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza, e che invece di canzonarlo per tanto tempo avrebbero semplicemente potuto aiutarlo.

 
 
 

Ultimo aggiornamento - 12/04/2009

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